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NEMESI CALABRESE

LEI

Lei si acquattò nell’ombra. Bella e sensuale, riparata dalle frasche della siepe, lo osservava con i suoi meravigliosi occhi verdi. Il suo corpo felino fremeva di desiderio, mentre lui ignaro prendeva il sole sul lettino. La spiaggia non era molto grande e neppure dotata di comfort ma oltre a lui vi era sempre qualcuno. Erano ormai molti giorni che lei restava lì quasi immobile a guardarlo, aspettando il momento propizio per poterglisi avvicinare. Attendeva sino alla sera, sperando che prima o poi si presentasse l’occasione per restare finalmente soli ma egli si allontanava sempre poco prima che la spiaggia tornasse deserta.
Era ormai l’inizio di settembre, quando finalmente una sera, l’uomo dovette fermarsi oltre il previsto. Uscendo dall’acqua, dopo aver fatto l’ultimo bagno, si era ferito ad un piede urtando contro i cocci di una conchiglia celati tra la sabbia.
La lesione era superficiale ma perdeva molto sangue. Si guardò un poco intorno ma la spiaggia era ormai completamente deserta. Si era accinto da poco a cercare nel proprio zainetto qualcosa onde poter tamponare e fasciare la ferita, quando un rumore dietro di lui lo fece voltare.
L’uomo trasalì; era lei! Bellissima e sinuosa, gli si stava avvicinando con passo felpato.
I suoi grandi occhi verdi lo osservarono frementi di desiderio mentre lui immobile, si poneva mille interrogativi. Sempre in silenzio ella gli si avvicinò. Sembrava una gatta innamorata e come una gatta gli si adagiò accanto ai piedi e delicatamente iniziò a leccargli la ferita. Lui ora la guardava stupito mentre un moto di tenerezza lo pervadeva.
Fu l’ultima sensazione della sua vita….  —-> Brano del racconto “Lei”, la cui fine vi stupirà come le altre, del libro  “NEMESI” di Roberto Rizzo.

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