Sensazioni 32

E così tutto si allontana. Come in un vecchio album di fotografie ingiallite dove i ricordi faticano a ritrovare la strada attraverso immagini ormai troppo lontane nel tempo, anche nella mia memoria tutto si fa più nebuloso ed evanescente e anche il ritorno di un caro ricordo costa fatica alla mia mente stanca.

Introspezione 18

Due soli rami rivolti al cielo. Uno frondoso e lussureggiante, l’altro spoglio e contorto. Ed io: radice di entrambi.

Poesia 34


       UN BATTITO DI CIGLIA
 Su di un fiume

            Bianco di schiuma 

Il tuo tronco di sogni

Corre sempre più veloce.

C’è un foro

Senza ritorno

Alla fine della cascata.

Un battito di ciglia

E tutto precipita

Annullando il risveglio.

Non piangere.

Una lacrima

Non ne ha il diritto.

Vedi

Io non piango mai.

Poggi il tuo viso

Sulla mia spalla.

Prima che la mia mano

Ti abbia sfiorata

È già domani.

Fra poco

Tutto è finito.

Introspezione 17

Attraverso un monologo stanco, trascinato solo dalla propria debole spinta, mi ritrovo sempre alla fine o all’inizio del cerchio. Qualunque parola è e resta nel mezzo d’un discorso destinato a restare incompiuto.

Concatenazione 27

Avere solo un inizio non sarebbe forse avere una fine comunque, anche se al contrario?

Introspezione 16

Un urlo senza eco per capire che, sempre più spesso, non riesco ad udirmi.

Pensiero 67

Indefinibile è ciò che non ha senso, ciò che non si può definire, ciò che è vago o ciò che non si può definire comunque perchè troppo facilmente definibile.

Sensazioni 31

” Taci ” mi dissi e, nella più completa solitudine il mio cuore batteva il rumore del silenzio.

Poesia 33


                                          LABIRINTO                                       
Cunicoli, dedali
e meandri invisibili
assiomaticamente
si ergono.
Abissalmente
protendono
verso obiettivi
introversi.
Roteando
si amalgamano
nella mia mente
coscientemente immatura.
Sforzo immane
senza paradisi
certo follia
inguaribilmente incosciente,
perennemente instabile,
spinta ai limiti
estremi,
sfiorando l’assurdo.
La fine
raggiunta più volte,
mai afferrata,
mi dona sempre

un inizio di vuoto.