Poesia 221

donna parole

SPERANZE PERDUTE

Antiche propaggini

di ansie lontane

asperse nell’aria

di un cielo supino

riaffiorano oggi

nel mio cuore ferito.

E’ la brezza del mare

che ti porta

l’effluvio

di un bianco pensiero

sporcato dal fango

riemerso per darti

speranze perdute

nell’acqua salmastra

di languenti lagune

immerse nel buio.

Domani un mio bacio

evaporato anzitempo

portato dal vento

sfiorerà le tue labbra

per

ridonarti il candore

che il tuo gelo

rifiuta.

Aforisma 515

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paura2.jpg

La pazzia spesso colpisce chi non è riuscito ad ingannare se stesso.

Aforisma 514

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Qualsiasi battuta, anche la più innocua, nasconde un’insidia.

Aforisma 513

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Il cretino che non sa di esserlo, supera se stesso.

Pensiero 591

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La semplice assunzione di responsabilità di guidare una rivoluzione sociale e collettiva, anche se solo teorica, nega di fatto la validità stessa delle basi su cui la teoria si regge.

Sensazioni 360

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In passato ritenevo il giorno di ferragosto come l’apice dell’estate. Ora so che sostanzialmente lo si può considerare l’ultimo.

Concatenazione 86

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infinito6

L’odio trae sempre le proprie origini dall’amore.

L’amore trae sempre le proprie origini dall’egoismo.

L’egoismo trae sempre le proprie origini dalla presunzione.

La presunzione trae sempre le proprie origini dall’ignoranza.

L’ignoranza trae sempre le proprie origini dalla pigrizia.

La pigrizia trae sempre le proprie origini dalla viltà.

La viltà trae sempre le proprie origini dalla paura.

La paura trae sempre le proprie origini dall’inferiorità.

L’inferiorità trae sempre le proprie origini dall’incomprensione.

L’incomprensione trae sempre le proprie origini dall’insensibilità.

L’insensibilità trae sempre le proprie origini dall’odio.

Poesia 220

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uomo216

FUGHE NELL’OBLIO

La spuma salmastra

dell’alba trascorsa

senza il tempo

di darti un addio.

Ieri

margini sfuocati

lampi d’incertezza

fughe nell’oblio

carezze spezzate

vagavano ancora

sui flutti deserti.

Baciando lo specchio

ti ho vista svanire

nell’approdo col tempo

sei fuggita lontano

voltando le spalle

ai destini radiosi

che spinti nel buio

invocano ancora

futuri trascorsi

senza

il nostro passato.

Riflessioni 108

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politica5

Proprio perché ormai l’ideologia dominante è quella del profitto, una breve panoramica riassuntiva, può evidenziare quanto in passato le ideologie fossero sicuramente più nobili.

Praticamente, le uniche che continuano a sopravvivere, sono anche le prime alle quali l’uomo ha affidato i propri destini e cioè le religioni: Dio al centro della vita di ogni assembramento umano. Il che, in un certo qual modo, contribuiva a ridimensionarne l’individualità ed a togliergli completamente l’autonomia. Il Marxismo, sotto questi aspetti, esprimeva un’ideologia ancora più radicale. Idealizzando infatti la funzione della classe operaia e dando l’illusione che il potere appartenesse finalmente al popolo, tra i suoi obiettivi, si prefiggeva quello primario di uccidere l’individualità.

Ed è invece proprio l’individualità che dovrebbe rappresentare l’ideale di ogni essere umano ed è ciò che in futuro diverrà un concetto incontrovertibile ed inconfutabile che rappresenterà l’ideale per ognuno di noi perché per l’umanità quale scopo può essere più importante e più nobile di quello di elevare l’individuo e consequenzialmente tutta l’umanità nel suo insieme?

Riflessioni 107

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robo11

Dubito che l’Umanità sia sufficientemente pragmatica ed obiettiva per riuscire un giorno a comprendere che l’unica soluzione per eliminare radicalmente il dolore, la sofferenza, la fame, le malattie ed ogni altro guaio che comporta la vita biologica, sia quella di sostituire gradualmente la nostra specie cellulare con un’altra molecolare, infinitamente più efficiente, immune alle malattie, dotata di resistenza pressoché illimitata, indipendente da qualsiasi esigenza quali il dormire, il nutrirsi ed il defecare e soprattutto, dotata di vita eterna.

Pertanto, credo che solo la progressiva sostituzione programmata dell’Uomo con il Robot, sarà in grado di ovviare a qualsiasi inconveniente o limite che la nostra specie probabilmente, non riuscirebbe a superare mai completamente.