Pensiero 359
26 domenica Apr 2015
26 domenica Apr 2015
19 domenica Apr 2015
Posted in Poesia
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RIFIUTO
Sapore di miele
creato da fiabe
amaro
alla prima luce.
Cannoni con le bocche
asciutte d’arsura
vomitano in faccia
verità dolenti.
Fuggire
come sempre
sino alla fine
come fu da principio.
Senza piegare
illusioni
non ancora sepolte
a verità meschine.
Non è ipocrisia rifiutare
verità amare
svelate
con sincerità tardiva.
Non è viltà
fuggire
la vigliaccheria
degli altri.
12 domenica Apr 2015
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La poesia è nata come rifugio ed al contempo esternazione dei propri struggimenti interiori. Pertanto, per quanto sublime, nulla di più intimo e personale.
Ciò che invece dovrebbe rappresentare, è il palpito temporale in ogni sua forma e, attraverso la schematizzazione, raggiungere il vertice dell’universalizzazione dei sentimenti che solo la poesia può estrinsecare.
05 domenica Apr 2015
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METAMORFOSI
Guardi un virgulto
e sorridi felice,
guardi la terra che lo generò
e sorridi felice,
guardi quel seme che è il tuo seme
e sorridi felice.
Guardi i rami secchi di un albero morto
e piangi infelice,
guardi la terra arida che non genera più
e piangi infelice,
guardi quel seme che ormai non è più
e piangi infelice.
Spegni la gioia,
non avrai più dolore.
Odia la speranza,
non avrai più rimpianti.
Uccidi la vita,
non avrai più la morte.
29 domenica Mar 2015
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IL DIO
La guida
Della carovana
Si è fermata
Ed ora
Tutti guardano
La strada perduta
E il crollo di un dio.
Ma se un dio crolla
Non è dio.
Sarà il tempo
A ridarti
Gli occhi per vedere
La mente per pensare
E capirai.
Il dio non è crollato
La strada è libera
E tu
Senza nessuno.
Bussare a cento porte
Urlare un nome
Distruggere i ricordi
Gettarsi dal treno
Non serve più.
Dio è in paradiso
E all’inferno
Tu hai freddo.
15 domenica Mar 2015
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EVOLUZIONE 1
II°PARTE
Tornare indietro a ripulire con cura
le pietre miliari
di un sentiero sbagliato.
Stanco assopirsi
sulle foglie cadute
senza i traguardi
che si son persi per strada.
Ridestarsi di nuovo
dopo un sogno confuso
con l’unico scopo
di dipanare una nebulosa
per trovarne il nucleo.
Aprire le facili costellazioni
di amanti notturne
di fagiani metafisici
ad un’alba nuova.
Afferrare una lama adunca e affilata
per radere il collo
o per tagliare l’erba
alla radice
ch’è poi lo stesso.
Vedere
il lupo che afferra
la preda sedotta
con incisivi di cristallo
ipnotizzanti
e dire basta.
Tornare a chiudersi in un cerchio
quasi sferico
zeppo di timore immotivato
profetico.
Rimbombante di echi
percepibili ma non individuabili
che permangono comunque.
Rompere di nuovo
la cripta luccicante
ancestrale
per abbracciare il nuovo dio
partorito da poco
che ha nome uomo.
Costruire
uno spicchio di vento
che porti
lontano
oltre il baratro
di riflessioni dementi
lo spirito degradante
di una società
incoscientemente involutiva
e suicida.
E sorgere infine ad un’alba
priva finalmente di
preconcetti fisiognomici
inibizioni e altro che
ponga assurde distinzioni
ad un’evoluzione reale
senza freni
spinta ormai
da un’energia cinetica.
Eterna.
08 domenica Mar 2015
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EVOLUZIONE
I° PARTE
Destarsi
coperto di foglie verdi
ignare
di sfogliare un vocabolario
precostituito.
Irto di menzogne
flautate ambiguamente
ad un istinto
ancora assopito.
Guardare il cielo
con le palpebre chiuse
senza sentire il vento
portatore di nubi
e provarne piacere.
Prendere l’ascensore
per giungere in cima
senza fare le scale
e sentirsi solo.
Toccare la fiamma
con le dita accese
senza sentire dolore
e provare paura.
Piangere
un rivolo di lava
ancora incolore
ch’è divenuta pietra
fossilizzando gli occhi
e tornare nel buio.
Incontrare un falco
con le ali amputate
e ridere
perché in grado di volare.
Recidere i fiori
per non vederne i colori
e saziarsi le viscere
senza sentire sapore.
Accendere il buio
per vedere un becchino
portare la notte.
Iniziare a capire.
01 domenica Mar 2015
Posted in Poesia
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PERCHE’ SEI VECCHIA?
Nella mia
poltrona nera
scorreva
il fiume dei venti.
La messa è
sacra per le statue
e per me.
Una folla
mi vuole linciare
ma
non posso fuggire.
Le rughe
aprono piaghe.
Tagli.
Voragini.
Mi perdo
Forse precipito.
Annego nel sangue
dell’utero di mia madre.
Odio l’acqua
Gli specchi
Il cielo
La giovinezza
Le bianche lenzuola
Le stelle
La verità.
Mi stringono il collo
senza
farmi male.
Nella
poltrona nera
ho dormito un poco.
Il fiume dei venti
non c’è più.
La messa
è sacra solo per loro.
Posso fuggire e
mi chiami
per prendere il caffè.
Ma perché
Perché sei vecchia?
22 domenica Feb 2015
Posted in Letteratura, Poesia
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15 domenica Feb 2015
Posted in Poesia
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ULTIMO URLO
Nel gaudio
affine all’inesistenza
della talpa amorfa,
l’unica velleità deforme:
illusorietà delle
vergini antiche.
Fluttuanti
in danze macabre
dove
il liuto e il flauto
nutrono il proprio
spazio
uccidendo melodie.
Inconsistenza,
futura vanità
di
generazioni impalpabili
aleggianti
in eterei spazi
senza nubi solide.
Fine di
una guerra mai iniziata
scontro di lance,
di spade
e di scudi
sconfitti
dalla meridiana.
Un raggio di luce
vi ha trafitto il cuore.
Ah, membra straziate
dai rostri adunchi
di nuovi centauri
insaziabili
di nuove idee
uccise bambine.
Embrioni di vita,
embrioni di morte,
musiche liete
di un atroce delirio,
vi guardo dal mare
e vi vedo lontane,
svanire nel cielo.
Ultime figlie
d’un padre crudele,
morto tentando
l’assurda avventura
della
vostra creazione,
da voi stesse
abortita.
Vortici cupi,
angosce vergate nell’aria,
annichilite trapunte
scolorite dal tempo,
regalano brividi
ai preludi futuri,
paresi astiose
note
all’altro emisfero
della
propria personalità.
La triste ricerca
di note accecate
da una lampada spenta.
Casuali intermittenze
di coreografie melodiche,
musiche vaghe
in composizioni
frammentarie
oltre
la stabilità
del pendio scosceso
ove
l’attrito delle vacuità
stringe la gola
dell’ultimo grido:
cicogna strozzata
dal proprio rantolo.