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Poesia 129
08 domenica Feb 2015
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08 domenica Feb 2015
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25 domenica Gen 2015
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L’UOMO SCURO
Ora
l’uomo scuro
acquattato
nella stessa
sua ombra
rinnega
lo spirito lieto
dei tempi passati.
Le ferite rimpiangono
la spada
che un giorno le partorì.
Spoglie lontane
di sconnesse preghiere
risorte nel giorno
dei sommessi
rimpianti
nascosti per sempre
tra le pieghe
di dignità
celanti il dolore.
18 domenica Gen 2015
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RICORDO
Quando la morte mi abbraccia
e le membra stringe troppo forte
il cuore ti tende le braccia
e s’illude di vincer la morte.
I pensieri saltano fuori dalla mente
come mille folletti nel buio cielo
ed io resto immobile e impotente
immerso profondo in un mare di gelo.
Il mio viso stanco
sei tu che dal profondo vieni a cercare
tu ch’io credo al mio fianco
e nel buio mi par di baciare.
Sei tu che ti posi sul mio cuore
che fuori dal petto fai saltare
lanciando urla di dolore
che nulla potrà mai placare?
Fu troppo freddo della morte l’abbraccio
e cerchi calore ritornando da me?
Ed io mi illudo di sciogliere il ghiaccio
che tutto t’avvolge stringendoti a me.
Ma quando alfine mi troverà la morte
il mio cuore tranquillo riposarsi potrà
anche se l’abbraccio del gelo sarà forte
ci sarà un tuo bacio che mi scalderà.
11 domenica Gen 2015
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04 domenica Gen 2015
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IDEOLOGIA
Lo so.
La presunzione
dello sciacallo
scialbo proselito
di meschini filosofi
serpeggia tra noi.
Profeti del nulla,
portatori di lutti,
mestatori di menzogne,
propalatori di
depravanti inganni
e
depravate menzogne
adescatrici
di gioventù ideali
gettate in pasto
a porci affamati
mai sazi
di sangue infantile.
L’odio dei vinti
avrà giustizia
solo quando vi seppellirà.
Per sempre.
28 domenica Dic 2014
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RIMORSI
Una schiuma rossa
aggressiva
e vorticante
si stringeva intorno ai due
bianchi fori
dal centro nero.
Poi
un lampo aprì
uno squarcio
sull’imbocco di una galleria
dalle pareti bianche.
Tombe appiattite
sui muri
fremevano di paura.
Non cadete! Non cadete!
Le mani
tentavano di fermarle
ma il loro tremore
le faceva cadere.
Le travi si spezzavano.
Una ad una
le casse si aprivano
e da tutte
uscivo io
sempre io.
Tutti insieme
precipitammo fuori
in un immenso frutteto
con alberi colmi
di denaro e sesso.
Ci buttammo avidi
sui frutti.
Lontano
un bimbo dalle mani bucate
raccoglieva acqua
aumentando la sua sete.
Era lui.
Il mio nemico di sempre.
Dopo averlo ucciso
lo presi in braccio
e mi avviai verso casa.
Stava ormai
calando il sole.
21 domenica Dic 2014
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07 domenica Dic 2014
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30 domenica Nov 2014
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SARESTI
Tu eri la vita
la gioventù
la speranza
di un altro mondo.
Un altro domani.
Il detto
di un’antica legge
il dovere della carne.
Carezza nuova
all’animo stanco.
Ennesimo anello
di un’eterna catena
di corpi inerti
di occhi spenti.
Dal vento dissolto
verrà pure il ricordo.
Corpo decomposto
sangue amaro
scendi
a nutrire la terra.
Per chi ancora
ha da pagare
il prezzo promesso.
Antico prezzo
di uguale valore,
per chi muore
di vita
per chi appena
la sfiora.
Tu eri la vita
la gioventù
la speranza.
Saresti tu oggi
per le mie membra decrepite,
per la mia vita stanca.
23 domenica Nov 2014
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TU
Mi guardi e ti cerchi
Senza ritrovare
L’isola perduta
Mentre gli occhi si perdono
In baratri senza fine.
Prova ad alzare lo sguardo.
Oltre l’orizzonte
Dei limiti apparenti
Vi è ancora qualcosa.
In un lago personale
Abbracci in silenzio
Il tuo tronco parlante
Ma
Per non affogare
Basta un pensiero.
Stringere
La coda di un mulo
Non è cavalcare
Ma quando eri bambina
Il tuo cavallo è morto
Al primo gradino.
Gli ultimi frammenti
Della bambola di pezza
Hanno preso fuoco
Senza darti calore.
Anche la cenere
Si va ormai perdendo
In una catarsi irreale
Di senso contrario.
Stanchi entrambi
Dormivamo
Un sogno incompleto.
Io non sogno più
Da tempo.
Ho varcato
Le tue pareti
Ed ora
Un cuscino di piume
Ha l’apparenza
Di una lapide assurda
Dove scolpisco memorie.
Su una balza proibita
Dove la mente confonde
Passato e futuro
Ho sepolto un segreto.
La pazzia
Vi è regina
E il tuo sesso
Un recinto.
Nelle tue mani la chiave
Ma non lo sai.
Schiavo e padrone
Frusto e accarezzo
Eserciti di
Masturbatori metafisici
In cerca
Di un sillogismo definitivo.
Solo ricordando
I tuoi giochi d’amore
Ho provato
Estasi nuove
Rimorsi felici e
Paradisi ignorati.
È un discorso infantile
Dal sapore di cuffia
Per un giocattolo rotto.
È la parola fine
Per il romanzo
Dall’amplesso più alto
Che abbia mai scritto
Ad ogni possesso
Ed ora lo sai.