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PREAMBOLO

La spontaneità
d’un sorriso già spento
nella cupa voragine
del vulcano assopito
che l’arido solco
non riesce a destare
verga
schegge consunte.
Effigi di eroi
di marmo ingiallito
disciolte dal sole
e
disperse dal vento.
Nel raggio del tempo
attiguo alle tombe
straziate in silenzio
nei giorni più lunghi
dai dolori silenti
in cerca di fuga.
Cerchio soffuso
nell’alone nebuloso
che una saetta infuocata
ha macchiato di luce.
Preambolo silente
vagito senile
nell’oblio di un passato
che narrava se stesso.

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