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AQUILA TRICIPITE

Galleggiava
sulla palude
rimasuglio decomposto
di una sola sconfitta.
Moneta d’argento
falsa mercede
di conquiste precarie
l’Aquila tricipite
ha decretato
la tua fine.
Nella consunta lapide
delle glorie patetiche
vi è ancora uno spazio.
Ricordi futuri
esumazioni d’eternità
nel pentagramma
di un’antica visione
vissuta e rimpianta
tra
sussulti romantici
claustrofobie malate
e
sensi atrofizzati.
Ridarti l’amore
è donarti ogni notte
un tassello crudele
per ritrovarti al mattino
immagine sovrapposta
dei miei sogni di luce.
Da un volo notturno
pallido e stanco
senza la mia immagine
a lenire
l’atroce tormento
di lacrime riarse
all’ultimo fuoco
d’un viandante lontano.
Ora
entità nuova
entità unica
in
proiezione eterna.
Urla decretate
da notabili prestabiliti
le vostre sentenze
non ci riguardano.
La nuova e l’antica legge
unite
nel poliedrico concetto
delle astrazioni attuali
emettono l’autentico verdetto:
depositaria

di
concrete verità venture
l’Aquila tricipite
può solo morire
perdendo una testa.

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