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VERMI
Vermi striscianti
timorosi di luce.
Arena bucata
nido di tombe.
Sguardi consunti
nati ciechi.
Braccia protese
verso spazi vuoti.
Mani stringenti
sabbia incolore.
Granelli morti
di vite remote.
Canne vuote
tubi di metallo
gabbie che
non urlano neppure
senza coscienza
prigioniere di se stesse.
Rondini bianche
false meteore
danno miraggi
chiusi in un pugno
ma non compresi.
Albe nuove
ricalcanti sempre
con tinte diverse
tempi antichi
non migliori
di tramonti eterni.
Tutto ciò resta.
Testimonianze
inutili anch’esse ad aprire
anche tardi
un buco nel vuoto
per guardarvi oltre.