Pensiero

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Velocemente e inesorabilmente, giorno dopo giorno, ci avviamo verso una vecchiaia che non basta ignorare per riuscire ad evitare.

Pensiero

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Non vi è Capodanno più bello di quello che si appaga di una sola presenza.

Pensiero

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Lo scrivere è  per me, una componente esistenziale d’importanza essenziale senza alcuna altra finalità che la finalità stessa.

Poesia

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HO AVUTO

Nelle tue parole l’amore

Ma non ho capito.

Nel tuo corpo un possesso

Ma ero certo

Bastasse il mio.

Nei tuoi occhi un futuro

Ma guardavo al passato.

In te un presente

Ma ho voltato le spalle.

Ho avuto…

Tante cose ho avuto.

Due mani piccine

Che non conosco

Che non conoscerò mai.

Un pezzo di terra

Forse per poco

Con un unico fiore

Piantato con cura.

Uno sguardo profondo

Che non conosco

Che non conoscerò mai.

Se non sarò più cieco

Sarà certo per te.

Introspezione

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Probabilmente la consapevolezza che la mia continua ricerca mentale, volta a comprendere l’origine delle cose, sia destinata comunque a restare fine a se stessa, fa sì che io mi consideri una sorta di agnostico rinnegato.

Pensiero

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Come al solito i giudizi affrettati si rivelano approssimativi e pertanto un certo margine di errore diviene inevitabile, ma penso che ciò sia comunque preferibile ad un giudizio elaborato perché quest’ultimo, oltre a richiedere un lasso di tempo decisamente maggiore, non permetterebbe comunque di non incorrere nello stesso margine di errore, anche perché, in tal caso, verrebbe mancare quell’istintività che tanto spesso aiuta le valutazioni.

Sensazioni

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L’ultima Speranza se ne sta andando ed io, con l’orgoglio dei sopravvissuti, scorgo la delusione insinuarsi in ogni cosa ma non chiedo aiuto.

Pensiero

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natale11

La vigilia di Natale era l’unico giorno in cui i miei Genitori concedevano a mio fratello e a me di attendere la mezzanotte. Ed era proprio a mezzanotte che Gesù Bambino ci avrebbe portato i regali.
E’ questo l’inganno più emozionante e più gratificante di cui io sia stato vittima e del quale non smetterò mai di ringraziare Papà e Mamma.

Introspezione

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L’introspezione, come l’empatia e il sentimento, è una delle conquiste che ci ha arricchiti più di qualsiasi altra e che, più di qualsiasi altra, sta progressivamente sparendo dal nostro bagaglio culturale.

A differenza di quanto molti credono non penso tuttavia che il suo declino derivi principalmente dall’influenza della tecnologia che reputo sia solo l’espressione moderna di una sorta di dipendenza deviante che in passato è stata rappresentata dalle religioni, dalle ideologie, dalle superstizioni ed altro. Indubbiamente la tecnologia è stata spesso utilizzata per anestetizzare ed omogeneizzare idee e sentimenti ed in questo senso può considerarsi complice di un conformismo dilagante, ma che dipende soprattutto dalla morte dell’etica causata principalmente dalla vittoria del dio denaro che ha contribuito in modo determinante ad eludere il pensiero.

Oggi l’introspezione per molti è divenuta un giudice al quale non si può e non si vuole dare spazio perché ci conduce alla coscienza. Nel mondo in cui viviamo tutto deve essere bello, buono, senza colpe per nessuno e pertanto sereno e felice, ma la coscienza rifiuta questo modo di interpretare la vita perché le sue analisi, sempre impietose ed incontestabili, inevitabilmente portano alla verità. Una verità spesso inconfessabile anche o soprattutto a noi stessi e pertanto reputiamo indispensabile farla tacere. Eludendo l’introspezione neutralizziamo contestualmente anche gli effetti della coscienza e possiamo illuderci di poter trascorrere una vita più serena. In realtà ci regaliamo un’esistenza ricca di inconsci sensi di colpa che, senza mai rivelarsi, ci tormentano.

Pensiero

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Ogni normalizzazione pressoché totale livella inevitabilmente la nostra esistenza e le nostre ambizioni a misura di ciò che ci circonda.