Spazio e tempo 

L’universo in un sogno. Inizio e fine in attimi di illusione; non è così anche al risveglio?

Sensazioni

Attendo il domani con la trepidazione di un bimbo ancora incerto se nascere o no.

Riflessioni

E’ indubbio che nella società in cui viviamo sia facile essere indotti a pensare che la nostra provvisorietà dovrebbe concederci di vivere nella più completa immoralità. Credo sia però  pressochè consequenziale che, quasi nel medesimo istante, subentri la consapevolezza che, sempre la nostra provvisorietà già priva di senso, senza morale perderebbe anche l’illusorietà di un valore che in realtà non ha ma che ci permette comunque di sopravvivere.

Riflessioni

Comunemente si ritiene che la facoltà di sognare non debba essere annoverata tra le prerogative coscienti del nostro intelletto. Anche il sogno più elaborato viene considerato appartenente ad un settore a se stante, indipendente dalla nostra intelligenza, quasi non competesse la sfera della riflessione. E questo perchè spesso ciò che sogniamo ci appare senza senso logico o perlomeno senza alcun nesso cronologico. E’ mia opinione invece che ogni manifestazione onirica appartenga all’apice della nostra possibilità di pensiero e faccia corpo unico con l’intelligenza rilevabile durante lo stato di veglia. E’ questa una delle poche convinzioni che reputo certamente incontestabili e ciò perchè, a parte la considerazione di Freud, è frutto di un dialogo che feci a me stesso in sogno.

Spazio e tempo 

Il tempo. Come il tempo ci ha resi piccini al confronto di quei bambini che eravamo.

Riflessioni

Non penso che una condizione esistenziale densa di attività di fondo, coinvolgente due persone intelligenti, possa avere uno sbocco attraverso soluzioni empiriche e pertanto provvisorie ma credo  che il problema vada sviscerato analizzando, schematicamente e senza remore di sorta, i risvolti dialettici che entrambe esprimono per giungere ai contenuti psicologici che si vogliono celare.

Poesia

                       CREPUSCOLO                                      

L’alba si alza

schiudendo i petali

al nuovo fiore

già illuso

da false promesse.

Unico breve prologo

al sipario che si apre,

senza intermezzi,

su di  un viso stanco.

Attraverso la vita

di un lampo

giunge l’ultimo atto.

Ma ora il teatro è vuoto.

La bocca è aperta

che urla di terrore

che non emettono suoni.

Lamenti inascoltati

che si perdono

in un’eco eterna.

L’udito ormai non sente

neppure l’ultimo grido

emesso da una bocca così vicina.

E tutto torna vuoto

lasciando spazio

allo schiudersi dei petali

di un nuovo fiore.

Sensazioni

Con la luce: lotta, sofferenza, dolore, vita.
Col buio: pace, tranquillità, riposo, morte.
A volte accade il contrario…
E la gioia? Saltella qua e là senza mai fermarsi.