Pensiero 296

Come al solito i giudizi affrettati si rivelano approssimativi e pertanto un certo margine di errore diviene inevitabile, ma penso che ciò sia comunque preferibile ad un giudizio elaborato perché quest’ultimo, oltre a richiedere un lasso di tempo decisamente maggiore, non permetterebbe comunque di non incorrere nello stesso margine di errore, anche perché, in tal caso, verrebbe mancare quell’istintività che tanto spesso aiuta le valutazioni.

Poesia 102


 HO AVUTO

Nelle tue parole l’amore

Ma non ho capito.

Nel tuo corpo un possesso

Ma ero certo

Bastasse il mio.

Nei tuoi occhi un futuro

Ma guardavo al passato.

In te un presente

Ma ho voltato le spalle.

Ho avuto…

Tante cose ho avuto.

Due mani piccine

Che non conosco

Che non conoscerò mai.

Un pezzo di terra

Forse per poco

Con un unico fiore

Piantato con cura.

Uno sguardo profondo

Che non conosco

Che non conoscerò mai.

Se non sarò più cieco

Sarà certo per te.

Sensazioni 187


L’ultima Speranza se ne sta andando ed io, con l’orgoglio dei sopravvissuti, scorgo la delusione insinuarsi in ogni cosa ma non chiedo aiuto.

Introspezione 49

Anche se l’esserne cosciente non dà il benché minimo vantaggio, qualunque episodio ci accada di vivere, anche il più banale ed insignificante, contribuisce a mutare il nostro stato d’animo. Il predisporsi ottimisticamente o pessimisticamente all’impatto incide ben poco su quello che dovrà essere il risultato psicologico finale.

Introspezione 48


L’introspezione, come l’empatia e il sentimento, è una delle conquiste che ci ha arricchiti più di qualsiasi altra e che, più di qualsiasi altra, sta progressivamente sparendo dal nostro bagaglio culturale.

A differenza di quanto molti credono non penso tuttavia che il suo declino derivi principalmente dall’influenza della tecnologia che reputo sia solo l’espressione moderna di una sorta di dipendenza deviante che in passato è stata rappresentata dalle religioni, dalle ideologie, dalle superstizioni ed altro. Indubbiamente la tecnologia è stata spesso utilizzata per anestetizzare ed omogeneizzare idee e sentimenti ed in questo senso può considerarsi complice di un conformismo dilagante, ma che dipende soprattutto dalla morte dell’etica causata principalmente dalla vittoria del dio denaro che ha contribuito in modo determinante ad eludere il pensiero.

Oggi l’introspezione per molti è divenuta un giudice al quale non si può e non si vuole dare spazio perché ci conduce alla coscienza. Nel mondo in cui viviamo tutto deve essere bello, buono, senza colpe per nessuno e pertanto sereno e felice, ma la coscienza rifiuta questo modo di interpretare la vita perché le sue analisi, sempre impietose ed incontestabili, inevitabilmente portano alla verità. Una verità spesso inconfessabile anche o soprattutto a noi stessi e pertanto reputiamo indispensabile farla tacere. Eludendo l’introspezione neutralizziamo contestualmente anche gli effetti della coscienza e possiamo illuderci di poter trascorrere una vita più serena. In realtà ci regaliamo un’esistenza ricca di inconsci sensi di colpa che, senza mai rivelarsi, ci tormentano.

Pensiero 295

Ogni normalizzazione pressoché totale livella inevitabilmente la nostra esistenza e le nostre ambizioni a misura di ciò che ci circonda.

Aforisma

Opera d’arte è ciò che tutti riescono ad apprezzare, pochi a capire, nessuno a copiare.

Aforisma

La negazione di un’evidenza può risultare talmente evidente da evidenziare l’evidenza stessa.

Poesia 101


                                                 CICOGNE                                                         

Urla acidule

di cicogne strozzate.

Avvolte nell’inconscio

in non vita uccise.

Un alito di pietà

è già di ritorno

da una meta

mai raggiunta

Neppure sfiorata.

Piume

ferite e macchiate

di sangue mai chiesto

chiamato soltanto

per pagare con la vita

senza essere mai nate.

Frutti

d’un brivido

che vogliamo ritornino

a nutrire le radici

Siete soltanto

la simbiosi generatrice

di una formula chimica

gettata nel cesso

con lo sterco

dei vivi.

L’immagine

della nostra vecchiaia

che non vogliamo

vedere.

Guardando dal ponte

vi vedo a milioni e dite in silenzio

che ci ringraziate.

Pensiero 294

E se ci rimettessimo a correre? Sono ormai troppi anni che stiamo fermi e che la nostra immobilità si va accentuando come una paralisi progressiva che ci opprime e dalla quale non riusciamo a liberarci che per periodi sempre più brevi.
Almeno per lo scatto iniziale, ci manca però una giusta motivazione. E se ci inventassimo un traguardo?