Pensiero

specchio22

I tratti di un volto che il ricordo tenta di conservare ma che il tempo ha deformato e che la sincerità di uno specchio, impietosamente rileva.

Dubbio

morte2

So che un giorno, come sempre e come per tutti, aprirai la porta alla mia vita, ma perché chiedermi che sia io stesso ad anticiparti?

Poesia

yin yang10

PALUDE

Nella palude
dei tuoi pensieri
il tempo greve
sull’asse antitetico
si rinfrange
in mille sfere dorate
dove l’astuzia
piange
il proprio demone
che
aggressivo
e ludicamente perverso,
ti bacia
le viscere.
Aspergere rugiada
su fiori appassiti
per
ritrovarti domani
nuovamente all’inizio.

Riflessioni

donna515

Il pessimismo è una sorta di difesa che cerca di attutire l’impatto deprimente della delusione.

Riflessioni

malato10

La menzogna può essere giustificata solo dalla necessità di tacere una tragedia nell’intento di scongiurarne un’altra o quando vi si è indotti dalla costrizione a cui induce la legittima difesa.

Sensazioni

donna408

A volte ti sento vicina e mi sussurri parole suadenti.
Alle volte ti vesti da fata benevola per elargirmi serenità ed oblio.
Alcune volte ti ho invocata affinché la tua presenza lenisse per sempre il mio dolore.
Quanto sono assurdi i tentativi di anticipare l’ineluttabile!

Riflessioni

carità2

La carità non scaturisce mai da una motivazione naturale e spontanea ma dall’inconsapevole bisogno di placare il proprio inconscio senso di colpa e in subordine da un suggestivo processo di immedesimazione.

Pensiero

Invecchiamento2

Nel tempo il nostro corpo e la nostra mente vanno mutando sino a quando la rievocazione di sé, sostanzialmente, è la rievocazione di un estraneo.

Poesia

uomo e donna135

SPIRALE

E’ giunto il giorno
di contare la pelle cambiata
sovrapporne gli strati
in un mazzo unico
catalogato con cura
e tirare le somme
senza distrazione.
Senza peccare di orgoglio
infuso.
Inutile.
Ci provo.
Mi nutro di conchiglie vuote
dentro il becco di un pellicano.
Le mie ruote
faticano
a giungere in cima.
Mi sento compresso
su rotaie in discesa.
I piedi posati sul pilastro
che ha le basi d’argilla
bruna timorosa e lontana
mi fanno paura.
Eppure tu mi guardi
ed attendi per ascoltare
il mantello caldo
della chioccia senza uova.
Ci guardiamo
dando importanza
ai nostri silenzi.
Vocaboli segreti
che non ci siamo mai detti
che hai sentito dire
che ho pronunciati.
Non dirmi di averli capiti.
Chiuditi nell’urna
d’una lampadina spenta
lasciati illudere
dal silenzio che mi aiuta.
Non posso dirti
che quando sento il deserto
vorrei essere un cammello scalzo,
andare al polo per morire
senza scrivertelo.
O stringere il fondo
di una zampa di elefante
mentre calca la sabbia.
Invece mi pungo solo
con uno spillo
che non mi toglie il dolore.
Resto assopito
ad un calorifero freddo
senza tubi
che sta affondando
in un mare di urina
verde
fatta una volta quando ero bambino.
E’ un mare senza pesci
senza montagne
senza cieli
senza coperchi senza libri
senza scale senza cardini.
Mi guardo la mano.
Le vene si sono ingrossate
ma ho perso il conto
ancora una volta.
Ricomincio da capo.