Gli estimatori di Van Gogh, nei dipinti ch’egli ci ha lasciato, vedono la proiezione di ciò che il suo genio, esaltato ma al contempo limitato dalla pazzia avrebbe potuto realizzare mentre altri ne vedono l’apice privato della propria progressiva evoluzione che la sua pazzia avrebbe omesso di concretizzare. Io credo invece che genio e follia in lui fossero inscindibili e si alimentassero vicendevolmente.