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Il testamento di Roberto Rizzo, edito dalla Kimerik,  è un romanzo dalla trama originale che cattura e colpisce il lettore, anche per il suo finale. Luca e Cesare sono due fratelli gemelli che hanno fatto scelte differenti di vivere la loro vita, ma un giorno inaspettatamente Luca riceve una telefonata e tutto cambia, tutto si rimescola, si ricomincia dal passato per far luce sul presente. Insomma un romanzo da leggere dalla prima all’ultima pagina. Ma ora conversiamo un po’ con l’autore:

Come nasce  Il testamento? Come tutto nella vita, anche un romanzo nasce da un concatenarsi di casualità che si intersecano ed a volte, deviando le nostre programmazioni, ci donano l’idea.

Basta una telefonata, un incontro per modificare completamente il percorso della nostra vita, a lei è mai capitato? Spesso accade che pure l’avvenimento più banale modifichi il percorso della nostra esistenza ed anche se al momento ci pare irrilevante, in realtà la variazione è sempre molto importante. Per quanto mi riguarda posso dire che la mia vita è stata costellata da moltissimi episodi che ne hanno deviato completamente il tragitto ed in certi casi, lo hanno addirittura stravolto. Un piccolo esempio, che credo possa essere emblematico, è la casualità  che mi salvò la vita quando una banale slogatura alla caviglia mi fece perdere l’aereo per Las Palmas che precipitò causando la morte di quasi tutti i passeggeri.

La sua è una vita vissuta intensamente con conoscenze importanti come Eugenio Montale e Fabrizio De Andrè, come hanno modificato il suo percorso di vita ed il suo pensiero? Reputo che i veri mutamenti del nostro percorso di vita possano scaturire sempre e solo da noi ma le presenze significative ci servono per capire meglio quali possono o devono essere. Penso però di poter dire che il rapporto con Fabrizio mi abbia dato l’indispensabile conferma che la mia musica fosse apprezzata mentre Eugenio Montale mi ha fatto comprendere che la differenza tra il poeta e chi ne interpreta le opere sia solo un sottile diaframma che permette ad entrambi di arricchirsi.

Cosa ci riserva Roberto Rizzo per il prossimo futuro? Molti nuovi romanzi e tantissime pagine di Letteratura, Filosofia e Poesia come quelle che da anni scrivo nel mio Blog, ma soprattutto spero, come sempre fino ad oggi, che io riesca ancora a stupire me stesso perché solo così è possibile trasmettere emozioni ad altri.

 

Ringrazio l’autore per l’intervista e per il tempo che mi ha dedicato.

Anna Pizzini

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