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Quando si dorme, a differenza di quando si è in stato di veglia, la sensazione che il tempo si accorci non c’è perché l’attività cerebrale non percorre un tragitto precostituito o comunque, in qualche modo, prevedibile ma ha la facoltà di potersi tuffare in spazi temporali diversi senza soluzione di continuità. La logica stessa perde pertanto la consequenzialità, coinvolgendo inevitabilmente anche quella temporale.

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