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cartesio

Molto spesso scopro di essere in disaccordo con molte teorie filosofiche.
Per esempio, la più nota di Cartesio e cioè: “Cogito, ergo sum. Penso pertanto deduco di essere” è indubbiamente un concetto molto arguto ma che reputo poterlo rendere più incisivo ribaltandolo.
A mio avviso infatti è proprio la facoltà del pensiero a farci comprendere che, malgrado apparenze e sensazioni, non esistiamo affatto e pertanto sarebbe più ovvia l’espressione: “Cogito ergo non sum.” In effetti è proprio tramite il pensiero che noi siamo riusciti a comprendere che, in quanto entità, non esistiamo ma siamo solo un’enorme agglomerato di microscopiche entità che, strutturale e coordinate in maniera indipendente, ci donano l’illusione dell’esistenza e dell’individualità e consequenzialmente, la facoltà di pensare.
Credo pertanto che l’affermazione più attinente alla realtà sia la seguente: “Noi siamo il nostro pensiero.
Mutevoli, avari , prolissi, bravi, monotoni, avvincenti, cattivi, noiosi, interessanti, tediosi, simpatici, vacui, profondi, malevoli, invidiosi, gradevoli, generosi ma soprattutto limitati. Come può essere ciò che pensiamo.

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