Poesia 79

ATTIMO

Quasi sempre

quando ti guardo

sento lo stridere forte

delle ruote frenate

che levigano l’asfalto.

Se non vi fosse la curva

quella maledetta curva

che mi dà terrore

scenderei per baciarti i piedi

e sentire la tua mano

che mi sfiora il capo

mentre sorridi.

A volte vorrei scendere ugualmente

un attimo solo

per dirti di salire

e starmi vicina

mentre veloci

insieme

abbordiamo la curva

senza frenare

senza sterzare

sino alla fine

compiacendoci certo ma

uniti

in un attimo eterno.

Pensiero 178

Si sa che, superati di poco i vent’anni, il cervello perde giornalmente alcune centinaia di cellule. Il fatto che le facoltà cerebrali possano non diminuire comunque, indurebbe a supporre che a tale coerenza supplisca una sorta di specializzazione intellettuale per cui, attraverso esperienze e profondità di pensiero, ogni cellula sia in grado di accrescere la propria potenzialità nozionistica e razionale. Ciò dovrebbe essere e restare valido a patto che l’attività cerebrale non interrompa il proprio processo di elevazione culturale e intellettuale. In caso contrario il latente processo debilitante delle facoltà intellettive diverrebbe irrimediabilmente irreversibile. All’occorrenza, potenzialmente una sorta di lento, inesorabile suicidio intellettuale, valvola di salvezza ad un’insopportabile tortura della mente quale può essere il pensiero.

Sensazioni 128

Sono ormai certo che un giorno il ricordo di ciò che sta accadendo non ci apparirà più inverosimile perchè tutto era ed è, ora più che mai, ineluttabile come fosse stato lì da tempo nella semplice e placida attesa di venire scoperto.

Pensiero 177

Uno sbocco imprevisto e imprevedibile ma non per questo meno fantastico e meraviglioso; ecco la motivazione esistenziale che tutti stiamo attendendo.

Sensazioni 127

In un brindisi lontano il ricordo avvincente di un discorso sospeso del quale solo noi conosciamo la fine.

Poesia 78

TEMPO  INESISTENTE                                      


Oh mondo di morti,

quale senso ha il mio parlare

se voi soli siete ad udirmi?

Tempo inesistente

tu sai che non sono pazzo,

tu sai che ho ragione

ma non dirlo a nessuno

che intanto non serve:

chi è morto non ode.

Che senso hanno i miei lamenti

se appena emessi

sono già chiusi

da travi di abete

e vengono strozzati

da un pugno di fango.

Tempo futuro,

ancora più impalpabile,

già passato perché non vissuto,

tu sai che io non sono

e che di ciò sono cosciente

ma non dirlo a nessuno

che intanto non serve:

chi è morto non pensa!

Che senso ha il mio sguardo
 
se ciò che vede

è realtà metafisica

conscia di non essere.

Tempo presente impalpabile e assurdo

utile solo a permettermi

di dire cose morte

ancor prima che varchino

le labbra

tu sai che dalla mia mente

non escono altro che pensieri

pieni solo di un’eco vuota.

Introspezione 41

Adulto da tempo, vecchio tra poco e il bambino dentro non vuol morire.

Introspezione 40

Pare impossibile. Tutto è mutato in così breve arco di tempo da lasciarmi interdetto e incredulo.
E’ possibile cambiare il corso della propria vita o non è già tutto ineluttabile, compresa qualunque variazione, anche la più illogica e magari attuata col proposito di deviare il tracciato già previsto o perlomeno prevedibile dell’esistenza? Ma quale senso verrebbe ad avere in tal caso una scelta che scelta non potrebbe mai essere comunque? Che senso avrebbe la vita di tutti noi e la vita stessa in quanto tale se tutto fosse previsto? Non sarebbe come se decisioni storiche, ricerche scientifiche, competizioni d’ogni genere fossero già accadute? Nei disegni del destino, che certo non si potrebbero negare, vi sarebbe già predestinata la fine di tutto e d’ogni cosa e il più piccolo travaglio dell’esistenza, come la logica della storia e dell’evoluzione, non avrebbero più alcuna giustificazione ideale. Ma forse che ciò corrisponda a realtà o meno non ha la benchè minima importanza perchè la relatività del vero o del falso, del giusto o dell’ingiusto, essendo concetti relativi, non valgono l’alloro di una giustificazione relativa anch’essa e pertanto sostanzialmente inesistente nella propria essenza bifronte.