Poesia 52


                              


                            AFFOGARE

Affogare nel tuo

Seno di piuma.

Dormire nel

Fondo dei tuoi occhi di luce.

Gioire fra le tue braccia calde.

Bere il dolce veleno

Delle tue labbra.

E poi….poi morire

Mordendoti il sesso.

Non accadrà mai.

Sei nata da un

Mio sguardo in inverno.

Il primo sole

Scioglierà l’incanto.

Poi

Avrò tempo per piangere.

Sensazioni 68

Afferrare un lembo di spiraglio e riuscire a dilatarlo al punto di trasformarlo in un varco dal quale poter finalmente emergere da tutto, lasciando al buio le paure e le sue cause, pur sapendo che anche la fuga meglio riuscita, non può essere altro che provvisoria, è la nostra unica, vera speranza.

Sensazioni 67

Mai come in primavera entusiasmi e delusioni combattono fianco a fianco variando il ritmo delle ore.

Sensazioni 66

Non è raro che saltuariamente, il desiderio di un qualsiasi mutamento si affacci alla mente dandoci velati e assurdi sensi di colpa.

Pensiero 105

Due fari ipnotizzanti mi attiravano verso il Nirvana sconosciuto poi di colpo ho capito che era solo la morte e ho sterzato.

Sensazioni 65

In questo mondo di insensibilità ci accade che, avvolti da un alone di indifferenza e di disinteresse generalizzati, ci sentiamo pervadere da una sensazione di invulnerabilità confortevole anche se illusoria.

Concatenazione 37

Se due treni viaggiano sullo stesso binario ma in senso opposto, al fine di evitare uno scontro non vi sono che le seguenti tre possibilità: si fermano entrambi, uno di essi o ambedue fanno marcia indietro, uno deraglia lasciando libero il binario all’altro. Quest’ultima possibilità è senz’altro la migliore perchè solo in questo caso un convoglio è in grado di andare avanti.
Ma e se poi il treno superstite stava tornando indietro?

Poesia 51





     
CAMALEONTE                                                 


Solo oggi
 

ho steso i fili

della ragnatela sensibile

avviluppando il mondo.

Ho sentito il mio cuore

battere nel petto

di una vecchia indiana

e non ho compreso

perché

sono morti di fame

i miei figli bambini.

Ho visto iceberg

risucchiati dal mare

col loro carico

di povera gente

raccolta e ammucchiata

come mazzi di fiori.

Ho capito che la morte

è ancora

un frutto abbondante

che nasce da semi di piombo.

Che il pergolato

del mio giardino

è solo un reticolato

messo a dividere il mondo

in tanti spicchi

ugualmente nemici.

Ho sentito l’odore

delle arance fresche

gettate nella spazzatura

recintata di filo spinato

posto a difesa

di proprietà non mie.

Ho scorto

un’ombra verde

scendere nell’antro

del mago buono

e baciarlo sulla bocca

saziando la fame.

Ho visto la mia tomba

rimasta senza fiori

cercare compagnia

tra mille altre uguali.

Anche se tardi

qualcuno ugualmente

mi ha donato un gradino.