Poesia

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SE
Se la cruna di un ago

Potesse aprirti gli occhi

Sarei più vicino.

Se nello spazio di

un mattino

tu potessi vedere

le montagne alate

che vedo io

quando mi illudo

di essere felice

l’alba

sarebbe

un frutto di luce.

Accessibile.

Anche per poco.

Se le tue mani

Stringessero l’arcipelago

Nel petto

Sentiresti

La mia piccola isola

Deserta.

Se il volo di un aereo

Ti facesse palpitare

Giungerei più spesso

Per darti

Una nuvola di chiarezza.

Se la tua bocca

Sapesse pensare

Il primo filo d’erba

Da baciare

Crescerebbe al ciglio

Del tuo labbro.

Se la tua presenza

Non fosse un’assenza

Sarei più accessibile.

Se.

Riflessioni

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Una combinazione che si ripete troppo spesso perde il senso che le viene attribuito e, dato che le combinazioni sono infinite, una che si possa considerare autentica in pratica non esiste.

Sensazioni

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A volte la sensibilità è assurda al punto da compiacersi della propria tristezza, ma d’altra parte credo che appagarsi di qualcosa, per quanto possa apparire inconcepibile sia una necessità indispensabile.

Pensiero

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Quando una persona muore, si usa dire: “Resterà per sempre nei nostri cuori “, ma appena un individuo non è più, inizia a svanire anche il suo ricordo e quel poco che rimane è comunque conservato da candidati alla scomparsa e pertanto irrimediabilmente provvisorio. L’unica consolazione è proprio questa: anche se solo per poco, resteremo forse nel cuore di qualcuno.

Aforisma

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L’ideologia di un’infima minoranza, chiusa tra le anguste pareti delle proprie opinioni, è una verità indiscutibile.

Pesiero

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Una maggiore facilità espressiva in una mente più limpida. Breve ritorno a tempi migliori, quando il pensiero era libero.

Poesia

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MORTE DI UN PICCOLO DIO

Tangibili astrazioni
nubi poliformi
veleggiano
oltre le siepi cigliate
di due occhi vitrei.
Scomposti
frammenti raggiati
di un dio illusorio
nell’essenza di un’assenza.
Ed alfine
l’attesa
di un Olimpo tangibile
in un sospiro
mortale.

Pensiero

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La vittoria sul padre è intrinsecamente una sconfitta ma inevitabilmente vi si ambisce perchè tale vittoria rappresenta un’indispensabile necessità individuale. Forse ogni vittoria presenta analogie molto similari ed è attraverso il filtro di queste considerazioni che a volte riesce piuttosto difficile comprendere a che serva in fondo vincere.

Introspezione

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Vi sono giorni in cui l’equilibrio perennemente instabile, costruito sulla sofferenza e conservato gelosamente nel timore di non sopravvivere, pare crollare per frantumarsi miseramente senza possibilità di proroga. In questi giorni si evidenzia l’inutilità di una lotta che, nel suo tragitto, è già precostituita sino alla fine e che sarebbe inutile accanirsi a volerla modificare. Tant’è l’instinto ha sempre la meglio sulla ragione. L’unica soluzione sarebbe uccidere istinto e ragione ma per ciò è solo questione di tempo.