Aforisma 137

Tag

sopravvivenza2

Non vi è nulla che uccida quanto fa la vita per sopravvivere.

Sensazioni 258

Tag

donna79

Oltre l’incomprensione, alla ricerca di una fiaba, svanita troppo presto.

Poesia 131

Tag

trapezio

TRAPEZIO

In un trapezio
elicoidale l’appiglio
è mancato.
Spazio.
Materassi di piume
accolgono ossa ricoperte
di umidità.
Il cervello salvo
risale la scala
a pioli
e sul trampolino
dov’è la sua dipendenza
impartirà
la nuova lezione.

Pensiero 342

Tag

pesce

Accade a volte che si intraveda, ad un passo, la realizzazione di un obiettivo perseguito da tempo ma spesso è proprio il passo che non riusciamo a fare.

Aforisma 136

Tag

bimba35

Dopo la necessità, la curiosità è sempre stata il propellente più efficace per il raggiungimento di qualsiasi traguardo.

Introspezione 56

Tag

sogno88

Tra i momenti di distrazione, quelli in cui siamo intenti alle nostre funzioni fisiologiche, quelli in cui stiamo dormendo e quelli in cui siamo distratti, i nostri momenti di reale consapevolezza sono veramente pochi.

Aforisma 134

Tag

uomo e donna134

E’ fisiologico che il preludio sia entusiasmante, la realizzazione monotona e l’epilogo deludente.

Spazio e tempo 41

Tag

universo17

Lo spazio esiste solo in quanto parametro illusorio della nostra dimensione, anch’essa peraltro illusoria come del resto accade per il tempo ch’è altrettanto inesistente se non anch’esso parametrato all’illusione dataci dalla sensazione di esistere.

Poesia 130

Tag

vita9

ULTIMO URLO

Nel gaudio
affine all’inesistenza
della talpa amorfa,
l’unica velleità deforme:
illusorietà delle
vergini antiche.
Fluttuanti
in danze macabre
dove
il liuto e il flauto
nutrono il proprio
spazio
uccidendo melodie.
Inconsistenza,
futura vanità
di
generazioni impalpabili
aleggianti
in eterei spazi
senza nubi solide.
Fine di
una guerra mai iniziata
scontro di lance,
di spade
e di scudi
sconfitti
dalla meridiana.
Un raggio di luce
vi ha trafitto il cuore.
Ah, membra straziate
dai rostri adunchi
di nuovi centauri
insaziabili
di nuove idee
uccise bambine.
Embrioni di vita,
embrioni di morte,
musiche liete
di un atroce delirio,
vi guardo dal mare
e vi vedo lontane,
svanire nel cielo.
Ultime figlie
d’un padre crudele,
morto tentando
l’assurda avventura
della
vostra creazione,
da voi stesse
abortita.
Vortici cupi,
angosce vergate nell’aria,
annichilite trapunte
scolorite dal tempo,
regalano brividi
ai preludi futuri,
paresi astiose
note
all’altro emisfero
della
propria personalità.
La triste ricerca
di note accecate
da una lampada spenta.
Casuali intermittenze
di coreografie melodiche,
musiche vaghe
in composizioni
frammentarie
oltre
la stabilità
del pendio scosceso
ove
l’attrito delle vacuità
stringe la gola
dell’ultimo grido:
cicogna strozzata
dal proprio rantolo.