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Roberto Rizzo

~ Oltre la velocità della Luce,lo spazio dell'Universo,l'infinitamente Piccolo… Oltre tutto… solo il Pensiero.

Roberto Rizzo

Archivi tag: poesia

Poesia 197

05 domenica Giu 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

tempo62

LARVE DEL TEMPO

L’augusto sperone

tra

prismi di cristallo

è lava rovente

dei primi incontri

scritta

su sillabe di fiele

per

il mercante bicefalo

che vende cervelli

tra banchi

di fradicia verdura.

La prematurità

è

un campo incolto

dove

larve di tempo

brulicano

cercando il foro

trigonometrico

dove nascondere

semi di ignoranza.

 

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Poesia 196

29 domenica Mag 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

≈ 2 commenti

Tag

poesia

sogno65

SUICIDIO

Mi si è aperta

una vena nel braccio.

Flussi e riflussi

di sangue bruno

mi imbrattano le vesti.

Giostra di luci e di ombre

di parole nuove

senza timore di giudizio.

Dietro la loggia

della fronte

si assiepano

folle di occhi

curiosi.

Ho raccolto le sere della vita

in un mazzo

rifrangente.

Mazzo di

tempi senza tempo

di

spazi senza spazio.

Orde di secoli

cavalcano

senza direzione.

Orizzonte

di sguardi divini

impresso negli occhi

dell’amico più caro

morto bambino.

Inginocchiati

croce

di api regine.

Ma croce di lutti

non chiede perdono.

Candela spenta

allunghi rami scarni

sulle bianche tele

del tuo letto.

Foglie

sudano sangue

vibrante protesta

di megafoni intermittenti.

L’ultima inquisizione

deve ancora giungere

e noi

sappiamo solo piangere.

L’amante della frusta

porge le labbra eterne

ai grossi maiali.

Satellite

dell’orbita ellittica.

Schiavo dei servi.

Cane dai mille padroni.

La lucertola

ha il colore

della roulette.

Lo spessore di un ago

o la distanza tra

due mondi

non giungono a baciare

la goccia d’acqua

morta

per troppa siccità.

La nave del tempo rotondo

ha varcato

il foro del cielo.

C’è chi dice che vola

ma i barattoli di carne

possono solo precipitare.

La sedia impagliata

ha salutato

il mestolo di rame.

Fine del periodo

agreste.

La spina e la lancia

hanno lanciato la sfida.

Si muore per entrambe.

Il colle

è colmo di croci e

i parenti brindano

all’anno nuovo

testimone

di mille nuove vecchiaie.

Le lancette dell’orologio

girano indietro

ma il sole non torna.

La clessidra

galleggia

nelle acque salmastre

del letto confinante.

Seni lucidi

ed occhi di città

sospese

su baratri deformi.

Instabilità

di coerenze remote

vacillanti

su labbra socchiuse.

Cateratte

figlie di improvvisazioni.

L’alba reclina il capo

cosciente figlia

dell’ultimo tramonto.

E il viaggio continua.

Sulla sfera cromata

passeggeranno

i robot.

Cuori di metallo

senza palpitazioni.

Penultimo gradino

di un viaggio

senza senso.

Senza contaminazioni.

Senza vita spontanea.

Senza sguardi al passato.

Mari di petrolio

impassibili

al susseguirsi delle aurore,

verranno increspati

da venti senza stagioni.

Oh terrore

dei viaggi della mente!

Arnia deforme

colma

di larve pensanti.

Nelle pieghe del grembo

nasceranno numeri.

I fumi

del viale dei pioppi

si diradano

e mia madre

piccina

mi attende da sempre

per darmi tristezza

sotto veste

di carezze.

Vedo grappoli

di arcobaleni

multicolori.

Sento gli urli di pazzia.

L’ultima risata

è bloccata

in fondo al vicolo chiuso.

Mani irte di artigli

tentano

di afferrarmi.

Turbini di vento

neve gelida

di respiri invernali

cicatrici riaperte

ad ogni alito

di pensiero.

Pochi spasimi ancora

e l’inverno precoce

coprirà ogni cosa

di candida neve.

I campi di erba verde

si chiamano cimiteri.

I cristalli di vita

sono

verità di sterco.

Il cappio si stringe

al collo

delle ultime memorie.

Gruppi di vecchi infetti

vagano

tra nubi di vapore nero.

Ricordano

l’ultimo raggio di sole

nei campi di grano

che oggi sono paglia.

C’è una vita che nasce

da sussulti d’acqua limpida.

Uno sguardo alla paglia

può fare solo ridere.

Il fuoco della lente

è puntato

su meandri d’incoscienza.

Il collo del nibbio

ha il colore

degli urti violenti.

La palude senza scogli

è immersa

nella nebbia gialla.

Malinconico terrore

di monotonie perenni.

La caduta dello

spalto tarlato

su punte di lancia

non porta dolore.

Le ossa stridono

in un vortice di asfalto.

Assopirsi ora

senza pugnali

che tormentino le costole!

Senza sognare

la fine del sogno.

Senza che musiche dolci

lascino in bocca

solo

sapore d’amaro.

Tristezze fasciate

da bende illusorie.

Civiltà

di pianeti estinti.

Tutto chiuso nel pugno

dell’uomo di fango.

L’aristocratica cattura

di un pensiero diverso

è frutto di risa.

Professori eccelsi

incapaci a pensare

trasmettono

leggi di cattedra

derise in passato.

Mi si è aperta

una vena nel braccio

ma il fiume

non si colora mai di rosso.

 

 

 

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Poesia 185

22 domenica Mag 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

uomo46

PENSIERI 2

Pietre di giunco

protese

verso l’acqua grigia

dei pianti brevi.

Obelisco mattutino.

Di notte

resta l’ombra

solo se il lampione

è acceso.

L’attesa in stazione

dà sempre un brivido.

L’elefante

dello zoo di Roma

anche d’estate

sente

il freddo del Polo.

Pensieri nati dal cuore.

No. Dal cuore no.

Col cervello

anche il cuore batte.

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Poesia 184

08 domenica Mag 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

crollo_civilta'7

RADICE  IDEOLOGICA

Radice ideologica

ossidata di ruggine

odorosa di umidità

riscaldata da un fuoco

di tubi al neon.

Vediamo crollare insieme

i muri del tempio antico

che si è fatto stretto.

Il tallone

ingigantito mi assorbe

lasciandomi nudo.

Se potessi ora

afferrare un attimo.

L’attimo più importante.

Moltiplicarlo.

Renderlo infinito

nel raggio di ventiquattro ore.

Dilatarlo e poterne approfittare.

Colmare di sterco la prima metà

e lasciare l’altra pulita

per riempirla

di inchiostro umido

che mi convinca.

Avere il tempo

di rispolverare la calce

per averne di nuova.

Ricominciare a scavare

con un solo atomo in mano

di possibilità.

Ricostruire una membrana

che possa vedere

e che mi possa parlare

senza l’involucro attuale.

Senza avere nelle nari

quell’odore di pesce guasto

che non riesco a scordare

ch’era quasi mio amico.

Trovare una nuova ideologia

anche senza radici

ma che mi convinca

senza pulsare di decadenza

permettendomi almeno

di poter fare

ancora qualche respiro

senza voltarmi sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Poesia 183

24 domenica Apr 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

vecchio36.jpg

GUERRA

Lucertole bianche

cariche di inibizioni

col sesso mimetizzato

si accatastano

su piccole strisce di sabbia

lungo le rive del fiume

e si mettono l’elmo.

Sotto i piloni del ponte

posato su rive diverse

vi è soltanto

un vecchio svuotato.

Co gli occhi rivoltati

verso l’acqua che scorre

e le mani tese in alto

in aiuto ai pilastri.

Al giungere della piena

è rimasto il deserto

e una statua di pietra

con le braccia protese

verso un ponte travolto.

Una fiaba senza morale

sussurrata ai bambini

ammalati di vero

si chiama futuro.

Un albero rinsecchito e grinzoso

ormai senza vita

si specchia nella palude infinita.

E pare si chieda perché.

Ed ora i microbi

ricominciano a creare

senza controlli superflui.

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Poesia 182

17 domenica Apr 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

villa2.jpg

TIMOROSE INTROVERSIONI

Raggi ellittici

magnetiche fughe

di protervie mansioni

oramai rinnegate.

Sincretiche membra

disfatte e accidiose

emunte nel tempo.

Castrazioni asettiche

timorose introversioni

nel foro sublime

di cantici eccelsi

scolpiti nel tempo.

Caustiche grida

di umana realtà.

Discrasica e immune

tra le rovine

di

Magioni superbe

ignorate

per sempre.

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Poesia 181

10 domenica Apr 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

uomo fragile.jpg

 

DECOMPOSIZIONE

Fermati

contando

le cellule malate

immerso

in vapori di acido

preservanti

età di cristallo.

Per uscire all’aperto

rompi la bottiglia.

Poi via di corsa

decomponendo i passi

di strade

percorse in fretta.

Immobile.

Bocca dell’ombra

apri un varco.

No!

E’ ancora buio.

Le cellule

restano aggrappate.

Divorano.

Non puoi fuggire.

Cellule bianche.

Fantasia!

Voglio un corpo trasparente

di cascate d’acqua.

La piena

porta la melma.

Corpo visibile

ancora.

Coperto di cellule

sporche

Cammina

latte di sangue.

Fuggi!

Sulle spalle

è l’inseguitore.

Voltati!

Mordi di paura

e sparati.

Tanto poi si ricomincia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Poesia 180

03 domenica Apr 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

mani48.jpg

OLTRE

Oltre

Le luci del sole

Vedo i tuoi astri

Rossi di pianto.

Cinque dita sul collo

Non sono sempre

Carezze.

Ad ogni bacio

Mi resta un dente

Nella carne.

Forse ora

Nel tuo mondo di pazzia

Napoleone

Sono io.

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Poesia 179

20 domenica Mar 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

bimba24.jpg

REALTA’

Con occhi rapiti e la bocca ancor pura
ascolti chi ti racconta le cose più belle
con voce ch’è amica e che senti sicura,
del modo in cui ora tu vedi solo stelle.

Ancora non sai che son semplici fiabe
ma senti soltanto che il giusto vi emerge
ed è sempre il malvagio che solo soccombe,
lasciando l’amore che da solo si erge.

Ancora non sai nulla ma vieni a sapere
che la dolce rugiada, giammai per destino,
ma per spegner la sete viene a cadere
sui fragili fiori al primo mattino.

E il mondo che vedi è un mondo sincero
ove tutti si lotta, non importa i colore,
per la causa più giusta, il valore più vero
contro un solo nemico che si chiama dolore.

Ma quando un bel dì, con passo sicuro,
entrerai nella vita che più fiaba parrà
vedrai schizzare il sangue più scuro
solo dal cuore di chi giusto rimasto sarà.

Vedrai che il cattivo uno solo non è
e il nemico che tutti chiamavan dolore
e che tu odiavi senza sapere il perché,
è il solo amico che ti resta nel cuore.

E quando saprai ch’è cattiva la vita,
il narratore, con le bianche mani stendendo
invocherai solo per farla finita
d’un destino ch’ormai parrà solo orrendo.

Ma le mani che tu potrai afferrare
saranno mani fredde e di cera
e solo nel buio ti faran scivolare
in una notte ancor più nera.

Nel volo ch’ breve ma a te lungo parrà,
tu vedrai mille fiori soffocare d’arsura
e nessuna rugiada che a posarsi verrà
neppure sulla rosa che è rimasta più pura.

Ma quando alla fine il capo ormai stanco
poserai sul patibolo della strada finita
allor capirai ch’è il narratore al tuo fianco
per asciugare quel sangue che ha ancora la vita.

 

 

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Poesia 178

13 domenica Mar 2016

Posted by Roberto Rizzo in Poesia

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Tag

poesia

palude5jpg.JPG

SOSPENSIONE 7

Uno spazio di neve.
Sospensione nel tempo
precludente
vocaboli impropri
valutazioni di staticità
o….
Concetto acquisito e
acqua senza evaporazione
stagnanti entrambi
in
palude, putrefazione, vita,
intelligenza, pensiero, perfezione,
dio, io, dio, perfezione, pensiero,
intelligenza,
vita, putrefazione, palude
e
musica, tanta musica
per non pensarci.

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