Sensazioni

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Da una fessura sul futuro, un tenue raggio su un sorriso di bambina.

Poesia

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GOCCE DI SANGUE

Gocce di sangue

battete il tempo.

Tempo inutile

anche alla speranza.

Uscite dagli occhi vitrei

di chi muore

e passate in chi soffre

perché ancora vive.

Le tempie mi battono

con fragore tremendo

componendo l’eterna ballata

dalla fine breve

e sempre incompiuta.

Guardo il sorriso degli altri

e piango perché vedo dolore.

Gocce di sangue

battete lontano

affinché io non vi senta.

Gocce di sangue

vi imploro inutilmente

perché battete il tempo

solo di un pazzo.

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Sensazioni

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All’imbrunire un ultimo raggio di sole si adagiò sul prato e l’erba si colorò di rosso per preparare un caldo giaciglio al suo riposo.

Sensazioni

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Una musica…. un guizzo indietro nel tempo. Uno sguardo intorno: non è stato il tempo a passare.

Pensiero

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Tanti anni per costruire una possibilità: quella di cercarne un’altra.

Sensazioni

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Uno spruzzo di schiuma asciugandosi al sole lasciava tenui striature di argento sulle sponde dello scoglio ed io, ondeggiando sul mare chiudevo gli occhi sognando d’esserci.

Pensiero

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Nel tempio deserto una vecchia in ginocchio pregava il suo dio di fronte ad una statua di gesso che volgeva misticamente lo sguardo al cielo. In fondo, lontano l’altare maggiore si ergeva maestoso e austero inondando di misticità ogni angolo della chiesa. Un anziano prete, curvo sui suoi dubbi si aggirava come un cospiratore carbonaro tra panche e colonne. E mentre l’organo intonava le note dell’ave Maria di Schubert, due fanciulli, entrati dal portone principale, si genoflettevano velocemente e altrettanto velocemente si erano inginocchiati sul pavimento di marmo, pregando devotamente.
La suggestione era ormai completa; potevo finalmente uscire consapevole come non mai d’essere nel giusto.

Sensazioni

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Un bagliore. Un sorriso. Una smorfia stupida. Un pugnale nel cuore.

Poesia

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LIMITE
Un cerchio rosso

si è aperto

e i dischi d’oro

continuano a cadere

tintinnando

sul tappeto

d’alabastro.

Un raggio pieno

di pulviscolo nitido

spande la luce

della boccia fluorescente.

Gli occhi circoncentrici

restano immobili

fissando

dall’alto della cupola

l’agonia del criceto.

La colonna centrale

è spezzata.

Le altre non esistono.

Lontano

un prato verde

attende

tramonti impossibili.

E noi

parliamo di stipendio.