Sensazioni 277

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donna408

A volte ti sento vicina e mi sussurri parole suadenti.
Alle volte ti vesti da fata benevola per elargirmi serenità ed oblio.
Alcune volte ti ho invocata affinché la tua presenza lenisse per sempre il mio dolore.
Quanto sono assurdi i tentativi di anticipare l’ineluttabile!

Riflessioni 47

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carità2

La carità non scaturisce mai da una motivazione naturale e spontanea ma dall’inconsapevole bisogno di placare il proprio inconscio senso di colpa e in subordine da un suggestivo processo di immedesimazione.

Pensiero 381

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Invecchiamento2

Nel tempo il nostro corpo e la nostra mente vanno mutando sino a quando la rievocazione di sé, sostanzialmente, è la rievocazione di un estraneo.

Pensiero 380

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rinascere1

Temiamo talmente la morte, da avere la necessità di illuderci che esista la reincarnazione senza ovviamente prendere in considerazione il fatto che ogni rinascita preluda l’inevitabile epilogo.
Praticamente accade che, nell’intento di esorcizzarla, ci auguriamo di perpetuarla.

Poesia 148

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uomo e donna135

SPIRALE

E’ giunto il giorno
di contare la pelle cambiata
sovrapporne gli strati
in un mazzo unico
catalogato con cura
e tirare le somme
senza distrazione.
Senza peccare di orgoglio
infuso.
Inutile.
Ci provo.
Mi nutro di conchiglie vuote
dentro il becco di un pellicano.
Le mie ruote
faticano
a giungere in cima.
Mi sento compresso
su rotaie in discesa.
I piedi posati sul pilastro
che ha le basi d’argilla
bruna timorosa e lontana
mi fanno paura.
Eppure tu mi guardi
ed attendi per ascoltare
il mantello caldo
della chioccia senza uova.
Ci guardiamo
dando importanza
ai nostri silenzi.
Vocaboli segreti
che non ci siamo mai detti
che hai sentito dire
che ho pronunciati.
Non dirmi di averli capiti.
Chiuditi nell’urna
d’una lampadina spenta
lasciati illudere
dal silenzio che mi aiuta.
Non posso dirti
che quando sento il deserto
vorrei essere un cammello scalzo,
andare al polo per morire
senza scrivertelo.
O stringere il fondo
di una zampa di elefante
mentre calca la sabbia.
Invece mi pungo solo
con uno spillo
che non mi toglie il dolore.
Resto assopito
ad un calorifero freddo
senza tubi
che sta affondando
in un mare di urina
verde
fatta una volta quando ero bambino.
E’ un mare senza pesci
senza montagne
senza cieli
senza coperchi senza libri
senza scale senza cardini.
Mi guardo la mano.
Le vene si sono ingrossate
ma ho perso il conto
ancora una volta.
Ricomincio da capo.

Dubbio 14

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vita6

Pensare al vuoto assoluto, non è poi un maldestro tentativo per cercare di riempirlo?

Recensione romanzo “Il Testamento” su “Il Giornale”

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“Il testamento” di Roberto Rizzo, edito dalla Kimerik, è un romanzo dalla trama originale che cattura il lettore e lo stupisce dall’inizio alla fine.

Cesare e Luca sono due gemelli che da tempo vivono un’esistenza lontani l’uno dall’altro. Ma all’improvviso, dopo una telefonata di Olga, moglie di Cesare, Luca si ritrova catapultato nella casa del fratello defunto e indotto contemporaneamente dalla cognata a prenderne l’identità.

Da questo momento la trama, intrisa di indagini e misteri, si snoda in un concatenarsi di sorprese dalle quali Luca viene travolto.

L’autore non si sofferma molto sull’estetica dei personaggi e sull’ambientazione, ma crea un’atmosfera avvincente per tutto l’arco della narrazione durante la quale ricordi abbandonati, progressivamente riaffiorano e si intrecciano con situazioni insolite e strade inesplorate. Ineluttabilmente Luca è costretto a percorrere il suo nuovo approccio con la vita scoprendosi inaspettatamente diverso da come era certo di essere.

Roberto Rizzo, tramite una scrittura intensa ma al contempo scorrevole, in una serie di eventi sempre più incalzanti, sembra tessere una tela da cui il protagonista si sente avvolgere inesorabilmente.

Certamente in questo thriller non vi è nulla di prevedibile, compreso il sorprendente finale.

Aforisma 169

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noia

Non è raro che la noia tenga compagnia a persone noiose ma accade più spesso il contrario.