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La memoria è il nostro tempo. E quando il ricordo non è più tale, anche il nostro tempo non è più e pure ciò che abbiamo vissuto cessa di appartenerci. Così la nostra vita diviene di tutti e di nessuno.
08 giovedì Dic 2016
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La memoria è il nostro tempo. E quando il ricordo non è più tale, anche il nostro tempo non è più e pure ciò che abbiamo vissuto cessa di appartenerci. Così la nostra vita diviene di tutti e di nessuno.
20 domenica Nov 2016
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Dio potrebbe essere un concetto, cioè la vita senza la quale non potremmo esistere e non potremmo esprimere il concetto stesso. Peraltro la consapevolezza di esistere è concettuale come del resto Dio e pertanto l’esistenza di entrambi è legata indissolubilmente alla possibilità di pensare. In definitiva è solo quella parte di vita pensante e consapevole che permette di esprimere un concetto, compreso quello che sto scrivendo. Pertanto solo la vita in grado di esprimere concetti è Dio. O meglio, i concetti sono Dio. Cioè il semplice concetto è Dio. Forse è giusto affermare che è la Concettualità ad essere Dio!
19 sabato Nov 2016
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La presunzione che l’eliminazione di una “g” possa nobilitare un termine come negro, che nel proprio significato etimologico ha una sua fierezza, per mutarlo in “nero”, termine che oltre ad identificarsi in un colore, significa cupo, oscuro ed in certi casi anche triste e negativo, non può essere intesa come una sorta di recondito istinto razzista del subconscio di molti di coloro che si reputano antirazzisti?
20 giovedì Ott 2016
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Se Dio fosse tale, non potrebbe non essere presente in ogni istante ed in ogni spazio. Sarebbe possibile pertanto identificarlo quale conferma dell’inesistenza del tempo o tempo egli stesso e pertanto tragitto e antitesi di se stesso. Affermazione e negazione al contempo della propria esistenza e della propria inesistenza. In definitiva solo la teorizzazione di un’utopia. Essendo evidente che Dio non possa venire identificato con un’utopia, la teorizzazione si riduce ad essere una sterile elucubrazione, cioè la conferma che anche sul nulla si può disquisire.
17 lunedì Ott 2016
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In qualunque rapporto duraturo tra due persone è inevitabile che una di queste prevalga sull’altra. Anche nel rapporto tra due persone di sesso diverso l’epilogo non differisce. Nel caso in cui prevalga l’uomo però, quest’ultimo si sente gratificato dal proprio potere.
Nell’eventualità opposta invece, la donna è inappagata dal proprio dominio che sarà sempre e comunque insufficente in quanto la propria inconscia aspirazione non risiede nel potere in quanto tale ma nella possibilità di poterlo condizionare.
11 domenica Set 2016
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Indubbiamente se un giorno venisse riconfermata la mia teoria presupponente l’esistenza di una sola vita che pervada i corpi di tutte le creature di qualsiasi forma, dimensione o natura, in tutto l’Universo, potremo consequenzialmente dedurre che in realtà anche se con limiti temporali e corporali diversi, siano tutti lo stesso essere. Ovviamente tale constatazione avvalorerebbe pure la mia teoria sulla giustizia e, per quanto ci riguarda, soprattutto in merito alla condizione umana. E’ inevitabile infatti che se tutti siamo la stessa persona, qualsiasi atto, sia nel bene che nel male, verrebbe perpetuato a discapito o a beneficio di noi stessi. Pertanto tutto verrebbe compiuto o subito dalla ed alla stessa persona. Sinteticamente: la giustizia totale ed assoluta.
21 domenica Ago 2016
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Nello stesso arco di tempo, un individuo giovane può realizzare molto più di quanto non gli riuscirà di fare quando diventa più anziano. Praticamente, anche se il tempo individuale è lo stesso di quello universale e la velocità di esecuzione è uguale, il giovane è in grado di realizzare di più. Ciò accade perché, in tutti noi, la percezione del tempo e pertanto dell’esistenza è data dagli interscambi che sono intercalati da micropause e che avvengono tra i neuroni tramite le sinapsi. Invecchiando i neuroni hanno maggiori difficoltà a trasmettere gli impulsi e pertanto le micropause si dilatano restringendo sempre più gli impulsi di connessione. Essendo, la consapevolezza di esistere, dataci dal susseguirsi del tempo che a sua volta è percepibile solo tramite il pensiero, è ovvio che, quando le sinapsi sono inattive, si interrompe il processo di comunicazione ed in quegli attimi la nostra consapevolezza cessa di esistere. E’ pertanto per questo motivo che il tempo individuale differisce da quello universale ed è sempre per questo che i tempi di un anziano differiscono rispetto a quelli di un giovane. Nello stesso arco di tempo universale le micropause dell’anziano si fanno sempre più ampie e pertanto, pur essendo uguale lo spazio temporale, diminuisce quello della consapevolezza, accorciando di fatto il suo tempo personale. Durante il proprio tragitto vitale, ognuno di noi accorcia progressivamente i propri spazi di consapevolezza vivendo giornate che, a tutti gli effetti, per noi sono sempre più brevi.
13 mercoledì Lug 2016
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La susseguenza di una miriade di puntini delimita solo due teorie attraverso una linea.
27 lunedì Giu 2016
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Le molecole si aggregano dando una consistenza ed un apparato ad una struttura autonoma che giunge ad autogestirsi sino a quando tornano a disperdersi lasciando ad altre strutture successive la possibilità di continuare la trasformazione della realtà circostante volta a renderla più agevole e gestibile.
E’ presumibile che, come per l’uomo il quale muore, il giorno in cui la trasformazione sarà completa, anche il fautore cesserà di esistere.
14 martedì Giu 2016
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La spinta che sollecita l’essere umano a consociarsi è determinata principalmente da una sorta di insicurezza e dal consequenziale desiderio di non assumersi da solo gravose responsabilità, demandando al gruppo o preferibilmente ad un eventuale capo da sacrificare in caso di insuccesso, la colpa per la mancata realizzazione dell’obiettivo.
In pratica, come spesso accade, una viltà, mimetizzata da partecipazione.