Pensiero

Nach surret brad fun te ramok bluter…… e così di seguito tentando di creare una lingua nuova nella speranza di riuscirmi a capire.

Spazio e tempo 

Il presente non esiste.
Il presente di ieri è il passato di oggi, il presente di domani è il futuro di oggi. Il presente non è mai; sta per giungere o è appena trascorso. Viviamo divorando il futuro.

Poesia




                   MUTEVOLE

             Ti amo 

Creatura strana

Mutevole e assurda.

Mi ami

Come giunco vermiglio

Che chinandosi al sole

Dal sole arrossato

Ripete quel rito

Da tempo sospeso.

Di notte

Le ore

Si fanno più lunghe

Attendendo domani

Per tornare felice.

Di giorno

Sei l’ombra ai miei passi

Ma come l’ombra scompari

Al calar della sera.

E allora ti vedo

Diversa

E sei vuota

E soltanto mi lasci

La speranza di riaverti

Com’eri al mattino.

A volte

Ti vedo lontana

Dietro coltri di nebbia.

Allungando le mani

Il tuo viso svanisce

E neppure mi resta

Il ricordo degli occhi.

Ma quando al mattino

Ritorna la luce

La nebbia dispare

E mi torni nel cuore

Per riposare sino a sera

Sino a sera

Per farmi felice.

È un gioco crudele

Che ogni volta

Un poco mi brucia

E forse un giorno

Potremo vedere

Solo un poco di cenere

Che arrossare farà gli occhi.

Ti amo

Creatura strana

Mutevole e assurda

Anche se amarti

Mi costa fatica

Ma ancor più fatica

Proverò un giorno

Nel lasciarti per sempre.

Concatenazione

L’assurda incoerenza di un uomo coerente con la comune coerenza sta nell’incoerenza del voler dare una coerenza alla propria coerenza nel vano tentativo di modellarla e strutturarla ad immagine della coerenza collettiva in quanto è comunque incoerente essere coerenti quando la coerenza di per sè è incoerente.

Sensazioni

Ti sento sempre più vicina, sei la deformazione delle mie immagini sacre, il dolore del sorriso, la spugna inesauribile della tristezza, la scissione delle mie cellule cerebrali in tante piccole frazioni in lotta tra loro.
Non ti odio; sarai forse la mia evasione.
E mentre il resto intorno prosegue il proprio cammino prestabilito, costante, assillante, senza possibilità di alternative reali, io vivo la mia monotonia in una vita veloce.

Introspezione

L’altro io dov’è andato? Si è perso in una grande foresta dove le foglie tendono al cielo e le radici mordono la terra. Questo io che conosco ora è capovolto, si piega, si flette, chiede perdono, ha paura di sè e della sua pazzia, del futuro ch’è già passato prima che la penna si fermi, del passato ch’è lì pronto ad essere rivissuto tra mille strazi, mille tormenti, mille incertezze bifronti, mille certezze in palude. La mia pazzia è sempre più vicina, sempre più assidua, sempre più reale, meno pazzesca che mai. Sento il suo alito caldo sul mio collo e mi sospinge, sempre più in là, oltre i limiti del reale, nel mondo della pace finta, dove i desideri concretizzano la delusione. Dove io sono veramente io. Gli altri non capiranno, io neppure ma sarò oltre i limiti del razionale ragionato perciò su, malgrado tutto.
Antictono: sotto tutto malgrado tutto.

Sensazioni

Fendere il buio e perdersi lontano: per la prima volta io; senza ripensamenti.